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Filomena
Falsetta |
Salone di
Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi
– Cosenza
Quella di questa sera è una
manifestazione importante, non solo
perché viene presentata
ufficialmente all’opinione pubblica
ABC Calabria, e cioè l’Associazione
Bene Comune Calabria, ma
soprattutto perché ABC ha come unici
destinatari Voi… perché pone al
centro della sua attività la
persona… perché costituisce uno
strumento indispensabile per lo
svolgimento, la promozione e la
realizzazione dell’individuo nella
sua libertà… perché ABC Calabria è e
vuole essere l’Associazione nelle
associazioni.
Ho voluto usare questa espressione
per farvi comprendere l’infinita
attenzione che ABC Calabria vuole
rivolgere alla persona non solo
nella sua individualità, ma anche
nella sua relazionalità, nella sua
capacità di interagire, cioè
nell’insieme di situazioni nelle
quali svolge i suoi interessi e
bisogni.
Ecco che allora, in questo contesto,
in quest’ottica di pluralismo
sociale emerge il concetto di
bene comune...
…In che senso ABC vuole educare al
bene comune e prima di tutto cos’è
il bene comune.
Bene comune non è altro che il luogo
che permette l’agire sociale,
sostenuto da un forte desiderio di
appartenenza, di bisogno di
interesse generale, in grado di
sconfiggere le nostre ansie,
inquietudini, solitudini, …bene
comune significa costruire la cosa
pubblica, rimuovendo quegli ostacoli
che generano il rischio che la
nostra Calabria sia abitata da
soggetti che non dividono il loro
spazio sociale con altri…bene comune
vuol dire incontro… incontro con le
istituzioni… incontro con le agenzie
educative, come la scuola,
parrocchia, università… incontro con
il mondo dell’associazionismo…
incontro tra saperi diversi…
incontro tra sensibilità diverse;
bene comune vuol dire anche patto,
condivisione di valori, un pensare
in collaborazione, un pensare
comune, in grado di rinforzare il
lavoro individuale e collettivo.
E, pensando a realizzare il bene
comune, la nostra Calabria comincerà
a delinearsi, a prendere forma,
riempiendosi di contenuti sani,
positivi, che meglio non potevano
essere rappresentati che dai colori
dell’arcobaleno e dalla loro
freschezza e vivacità.
Questo è dunque il bene comune di
ABC Calabria, di quest’Associazione
politico – culturale, e a questo
proposito, voglio soffermarmi sul
significato di associazione
politica… voglio farlo perché quando
si pronuncia la parola politica, si
pensa istintivamente
all’appartenenza ad una determinata
classe politica, ad un determinato
partito…non è assolutamente
così…questa è una concezione
illogica e antiquata.
“Politica” non è altro che
costruzione di un percorso
democratico, costruzione di un clima
buono, che conduce a quel sentirsi
parte, a quel sentirsi dentro ai
processi della comunità, in cui
ognuno di noi ha la possibilità di
esprimere le proprie idee, risorse e
potenzialità. Dico questo perché
un’Associazione, di cui non faccio
il nome per motivi di rispetto e di
correttezza, ha rifiutato di offrire
la sua collaborazione e la sua
partecipazione al convegno di ABC,
basandosi su un discorso prettamente
politico (ma la politica non si
riduce ad un partito, ad uno
schieramento va ben oltre…se saputa
intendere, se saputa cogliere, può
condurre ad una democrazia matura ed
effettiva)…tutto questo per dire che
se non si abbandonano queste
logiche, queste impostazioni così
rigide ed isolate non vi potrà mai
essere interazione, sinergia,
coesione, e questo è un motivo in
più per definire ABC Calabria l’Associazione
nelle associazioni.
Veniamo ora agli obiettivi.
ABC vuole innanzitutto lavorare
per e con i giovani, realizzando
efficaci esperimenti territoriali e
attivando tavoli di confronto con le
istituzioni e gli amministratori
locali, per tentare di rimediare, o
quanto meno attenuare le loro
difficoltà (e ABC vuole essere il
luogo in cui i ragazzi possano
comunicare i loro disagi). Oggi
disagio vuol dire purtroppo tante
cose:
…disagio vuol dire precarietà:
(da una statistica riportata dal
Sole 24 ore qualche tempo fa, è
emerso che i giovani calabresi sono
quelli più colpiti dal fenomeno
della disoccupazione); ABC vuole
attivare una rete regionale contro
la precarietà, che non dev’essere
solo costituita dai lavoratori
dipendenti, ma che raggruppa
laboratori studenteschi, sindacati,
associazioni, reti di donne, persone
singole;
…disagio vuol dire droga: ABC
vuole agire in un contesto che vede
la fascia d’età tra i 16 e i 25 anni
con il più alto numero di
consumatori di sostanze illecite,
promuovendo socialità, opportunità e
diritti;
…disagio significa bullismo:
ABC vuole aiutare i ragazzi a non
essere distruttivi, a non compiere
atti violenti, attraverso una
costante collaborazione con la
famiglia e con la scuola (e proprio
qui emerge l’importanza vitale della
scuola, dell’istruzione che in
quest’ultimo periodo è in profonda
crisi a causa della riforma Gelmini,
che con l’istituzione del maestro
unico e i tagli all’istruzione, non
fa altro che tagliare fuori il
ragazzo da qualsiasi possibilità di
crescita sana e consapevole;
…disagio vuol dire dispersione
scolastica: ABC vuole venire
incontro agli studenti con disagiate
situazioni economiche lavorando per
l’assegnazione di buoni studio e la
promozione di attività tese a
potenziare le loro competenze
linguistiche, relazionali e
comunicative;
…disagio vuol dire disabilità:
ABC vuole aiutare la persona
disabile e la sua famiglia a
cogliere tutte le opportunità che
oggi possono facilitarne la vita
quotidiana, ma non guardando al
disabile in un’ottica di
assistenzialismo, ma considerandolo
come una “risorsa per il paese”.
ABC è anche l’Associazione delle
donne, e vuole tutelarle sia
come madri (perché non
perdano la loro centralità
all’interno della famiglia) sia come
donne professionalmente impegnate,
sia come patrimonio prezioso,
che non deve continuare ad essere
tragicamente e brutalmente intaccato
dal fenomeno della violenza.
ABC è l’associazione degli
immigrati: vuole sostenere tutte
le lotte che possano aiutare gli
immigrati ad ottenere diritti
sociali e condizioni di lavoro
giuste, ora più che mai, se pensiamo
alla tragedia delle ultime ore nelle
acque di Malta; in altre parole
vogliamo costruire il significato
profondo delle migrazioni, in modo
tale da consentire anche al soggetto
immigrato di far emergere le proprie
potenzialità, che sicuramente non
potranno mai venire fuori con quegli
assurdi provvedimenti di caccia allo
straniero che annientano il rispetto
per la persona e lo spirito
comunitario;
ABC è anche l’Associazione della
legalità e della giustizia: ha
infatti sin da subito aderito
all’appello di Rosanna Scopelliti
rivolto alla riapertura delle
indagini sull’omicidio del
magistrato Antonio Scopelliti, per
educare ai valori e ai principi
consacrati nella nostra
Costituzione;
ABC vuole farsi portavoce anche dei
problemi ambientali
collaborando con le iniziative prese
dalle varie amministrazioni per
migliorare la situazione del nostro
territorio calabrese (da ultimo la
vicenda di Crotone sul traffico
illecito dei rifiuti…scorie che sono
state riutilizzate per la
costruzione di abitazioni, strade,
mettendo a repentaglio la vita dei
cittadini e assumendo i caratteri di
una vera e propria emergenza
ambientale, come ha dichiarato lo
stesso Presidente di Legambiente
Calabria, Antonio Morabito);
ABC vuole essere, infine,
un’Associazione culturale,
nel senso che vuole creare
formazione, informazione,
controinformazione sviluppando il
dialogo, la comunicazione, il
dibattito attraverso
l’organizzazione di seminari,
inchieste, corsi.
E’ dunque così che vuole agire ABC,
un agire non solitario, arido,
superficiale, ma un agire
accompagnato dai valori della
fede.
E, parlando di fede, risuonano come
un eco le parole che Benedetto XVI
ha pronunciato nel corso della sua
visita pastorale a Cagliari: “serve
una nuova generazione di politici
cattolici, servono laici cristiani
impegnati, che abbiano rigore morale
e competenza”. E’ vero, cari
amici, che nel nostro ordinamento
vige il principio supremo di laicità
dello Stato, che impone una netta
distinzione tra l’ordine delle
questioni civili e l’ordine delle
questioni religiose, ma laicità non
vuol dire indifferenza del potere
politico nei confronti della fede
religiosa, ma vuol dire protezione,
garanzia, salvaguardia dei valori
religiosi.
Ogni nostro pensiero, ogni nostra
azione, sociale, culturale, politica
che sia, e questo ABC Calabria lo ha
compreso bene, deve portare con se
quella componente essenziale di ogni
formazione umana, che è la fede, e
senza la quale non vi potrà mai
essere una vera e completa
educazione – Grazie
Filomena Falsetta |